COME SI E’ SVOLTO LO STUDIO

INCONTRI E QUESTIONARI. La dott.sa Nee ha iniziato la sua ricerca intervistando i ladri in carcere: con sua grande sorpresa ha scoperto interlocutori ben disposti a raccontare le proprie strategie, anche di fronte alle piantine di finti appartamenti.

Si è fatta spiegare tattiche e modo di procedere, e poi ha invitato un gruppo di ladri esperti – insieme ad alcuni studenti campione – in una casa di proprietà della polizia, appositamente riempita di oggetti appetibili.

QUALITÀ VS QUANTITÀ. Grazie a telecamere fissate sulla fronte di ciascun volontario, la ricercatrice ha filmato le varie mosse: mentre i ladri hanno rubato complessivamente meno cose, ma di maggior valore, i soggetti inesperti hanno arraffato tutto ciò che trovavano, senza curarsi più di tanto del loro valore.

Con queste informazioni Nee ha realizzato, grazie ad un programma messo a punto ad hoc, una serie di simulazioni virtuali del modo di agire dei ladri.

“Prima afferro la tv al plasma, per appoggiarla per terra poco dopo. Il tempo scorre veloce, corro di sopra, poi scendo, risalgo di nuovo. Prendo un computer, un telefono, ma – nella fretta – mi sono perso il malloppo più grosso. Claire, la mia complice, alza gli occhi al cielo. Punta a una giacca appesa a una sedia: dentro ci sono un portafogli, con carta di credito e chiavi». Non è il racconto di un ladro, ma del reporter della BBC David Robson che, grazie al programma di realtà virtuale messo a punto dalla dott.ssa Nee,  ha provato ad agire e vedere la realtà dalla prospettiva di un ladro

LE INFORMAZIONI RACCOLTE

A COLPO SICURO. Si potrebbe pensare che chi ruba si avventi in modo impulsivo, indiscriminato e quasi opportunistico su quanto trova in una casa. Niente di più lontano dal vero: le ricerche di Nee hanno evidenziato un modo di procedere basato su complesse competenze cognitive, che permettono al ladro di procedere “col pilota automatico”, in modo non dissimile (nella forma, non nel contenuto) da quello sfruttato da un giocatore di scacchi.

DRITTI AL PUNTO. Questo modo di procedere navigato e sistematico permette al ladro di non perdere la testa dinnanzi a un appartamento pieno di oggetti di valore, e di afferrare solo gli oggetti piccoli, preziosi e facili da trasportare, e il cui valore non si deprezzi rapidamente dopo pochi mesi (come avviene, per esempio, con alcuni articoli di elettronica).

CONCENTRARE LE RISORSE. In pratica, è come se il processo di ricerca degli articoli da rubare avvenisse a un livello al di sotto della soglia di coscienza, guidato da un istinto naturale: le decisioni si prendono quasi ad occhi chiusi, seguendo un flusso di eventi collaudato. Così la maggior parte dell’attenzione può essere dedicata a evitare di essere scoperti.

L’esperienza fornisce una conoscenza più profonda delle possibili vie di fuga e della topografia di una casa, in modo che le soluzioni arrivino quasi in automatico, senza bisogno di dover vagliare ogni possibilità, come farebbe un principiante.

 

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